
Massì, concittadini, amici, gente che ancora si
emoziona al gol di Tardelli ai Mondiali del 1982, mi avete convinto. Affare
fatto! Ora una bella stretta di mano, dopo averci sputato sopra come si
faceva un tempo nelle fiere del bestiame, e non se ne parli più. In fondo Boris
Johnson l'aveva detto subito, lui gli inglesi li conosce bene: sono un popolo
individualista e insubordinato, mica sono tedeschi o coreani. Effetto gregge,
chi c'è c'è e per chi si è perso per strada accenderemo un cero alla Madonnina
della sfiga. Ma quando si usano gli aggettivi individualista e insubordinato,
non è che ronzano le orecchie a qualcuno?
Sì, siamo noi, les italiens, come venivano chiamati Gigi Rizzi e gli altri playboy
nostrani che furoreggiavano sulla Costa Azzurra negli anni sessanta. E dunque
facciamo alla maniera dei baby
boomer: quando un figlio si ammalava di morbillo, tutti assieme nel lettone
che così lo prendono pure gli altri. Tolto il dente, come si dice, tolto il
pensiero.
Poco male se qualche altra decina di migliaia
di anziani – e con anziani intendo dai quarant'anni in su, e cioè nuovamente
noi – ci lasceranno le penne nella prossima imminente ondata virale. Perché come
diceva Einstein, non pensare di ottenere risultati diversi comportandoti sempre
allo stesso modo. E cioè come quei coglioni che eravamo ai primi di marzo, la
partita Atalanta Valencia, le funivie stracolme di ragazzi che non andavano a
scuola e allora mandiamoli a sciare, per gli adulti c'erano i bar aperti fino alle diciotto. Il film è lo stesso, cambiano solo i
costumi: invece dei piumini adesso è il turno delle Lacoste.
Ma guardiamo al lato positivo, saranno pensioni
in meno da pagare, appartamenti che si liberano, eredità con cui acquistare la
macchina nuova. E allora dai, incurviamo la schiena sul bancone con i salatini
conditi dall'effetto droplet, e poi,
per smaltire le calorie di troppo, una bella corsetta tra la folla. Ma intanto
avviatevi voi, io devo fare una telefonata, arrivo dopo. Ed è Italia anche
questa: armiamoci, e partite.
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