
Pensiamo ad esempio alla promessa di un vaccino. Tre mesi fa se
ne ipotizzava la disponibilità tra un anno circa; mica poco ma insomma, era
pur sempre un orizzonte d’attesa. Con una semplice sottrazione aritmetica, se ne
ricava che la previsione sia ora slittata a nove mesi. Macché, sempre un anno.
Più ottimistica sembrava essere la proiezione di un team
israeliano, che annunciava, due settimane fa, la messa in commercio di un
vaccino orale nell’arco di tre mesi. Seguendo lo stesso ragionamento, tre mesi,
meno due settimane, fa due mesi e mezzo. Giusto? Sono andato a controllare, ma
la previsione è rimasta invariata: tre mesi erano e tre mesi sono rimasti.
In un film del 1993, Ricomincio da capo, accadeva
qualcosa di simile a Bill Murray: si svegliava la mattina ed era sempre lo
stesso giorno, una festività che a Punxsutawney, in Pennsylvania, chiamano Giorno della marmotta.
Dopo avere rimbalzato più volte contro il vetro come una mosca cocciuta, Bill Murray si trova però finalmente dall’altra parte. Nel nuovo, nel
dopo, nel tempo eracliteo che ha finalmente ripreso a scorrere. Ma come ha
fatto?
In realtà non ha fatto proprio nulla, è semplicemente cambiato
il suo stato interiore. Si è innamorato. E se allora, in attesa dell’utopico e
sempre differito vaccino, non provassimo a fare lo stesso anche noi... Che
parafrasando la celebre esortazione alcolica di Baudelaire, suona più o meno
così: “per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, innamoratevi; \
Innamoratevi senza smettere! \ Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.”
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