
Se questo fosse un
romanzo di Hemingway, in cui i personaggi vengono messi in circostanze estreme
in cui rivelano il loro lato più intimo e vero, ci sarebbe un unico eroe corale
costituito da medici, personale sanitario, protezione civile, ma anche da quelle
cassiere che ancora continuano a lavorare nei supermercati per milleduecento
euro al mese, perlopiù sono ragazzine precarie ma intravedi alcune donne mature, forse già contavano i giorni per
la pensione, e ora ti scrutano con occhi terrorizzati che spuntano sopra a
mascherine azzurre da un euro, a fingere di filtrare il nulla che incombe. Mentre le persone come
me, più che in Hemingway, troverebbero il loro cantore nell'italiano eterno
incarnato da Alberto Sordi, la scena è quella memorabile da Una vita difficile di Dino Risi, quando querulo si giustifica di fronte a un vice commissario di Polizia: "Mentre il mondo
combatteva io resistevo chiuso in cantina solo: senza luce, senza acqua, sempre
vino, solo vino." "Ed è uscito quando è finita la guerra?"
ribatte l'altro. "No, quando è finito er vino."
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