
Può essere dunque anche un uomo, un trans, la pacca sulla spalla di un padre anaffettivo, oppure la rivalsa sociale per una provenienza senza pedigree. Il termine fidanzata significa qui un sacco di cose. Le possiamo riassumere con conquistare ciò che più si desidera, ma desidera davvero, non piaciucchia, di cui la fase del corteggiamento coincide con l'essere riconosciuti, fare colpo.
In alcuni casi
si tratta di una chimera indistinta, in altri di una persona in carne ossa, ma
in ogni modo è a lei (o a loro, ci siamo capiti) che stanno scrivendo gli scrittori alle prime armi, la coda
del pavone non è un ventaglio e piuttosto un boomerang con un obiettivo
esterno, da colpire prima di tornare nel palmo della mano. Il tutto si condensa in un imperativo: guardami!
L’errore – da
cui io non sono certo esente – sarà allora mostrare quanto si è colti, profondi,
amabilmente engagée, con la disperazione di Kafka e le sopracciglia di Alain
Delon. Per non dire delle numerose parole che conosciamo, giù, buttarle
tutte sul foglio, più sono difficili e inusuali meglio è. Quello che in classe stava all’ultima fila e ci batteva
sempre a braccio di ferro, mica le conosce tante parole. E a distanza di
anni dalle scuole medie, incassare il proprio credito di
studi e fatica, in fondo ce lo meritiamo, e ora chiediamo pure gli interessi. Guardami, dai, guardami!
Se io
dovessi dare un suggerimento a un aspirante scrittore, gli direi così: pensa
che sia già la tua donna, il tuo uomo, il tuo sogno, ci vai a letto e tutto il
resto. Tranquillo, non va sul web a cercare le foto dei culturisti, i tuoi
muscoletti vanno più che bene per reggere una penna. E poi inizia a scrivere.
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