
Dichiarazioni di intenti in conto terzi che, perlopiù,
vengono diffuse da altri scrittori, o comunque da addetti al settore; un
settore, l’editoria, che chissà come mai continua a percepirsi al
centro del mondo, quando nella migliore delle ipotesi ne rappresenta solo
un’amabile periferia, come quei quartieri residenziali con i tulipani
all’ingresso e l’addetto alla sbarra che dice buongiorno al passaggio di un
Audi.
In linea di principio non sono comunque in disaccordo, ma neppure d’accordo. Intendo. La letteratura è da sempre stata ricognizione degli interstizi del reale (e che piaccia o meno, di quella realtà ora fa parte anche il Covid-19) quanto prefigurazione di mondi alternativi, catabasi nello spazio infero della psiche, emersione del rimosso sociale. La letteratura è insomma tante cose, un termine che andrebbe sempre coniugato al plurale.
Un bravo scrittore italiano, Enrico Macioci, ad esempio ha scritto dei bellissimi racconti a partire da un evento ugualmente traumatico, il terremoto dell’Aquila, mentre Dave Eggers ha preso spunto dall’uragano Katrina. Chissà se anche allora c’è stato qualcuno a sollevare il dito indice per mettere in guardia dallo scrivere su terremoti e alluvioni…
Queste prese di posizione, schematiche e vagamente snob, finiscono così col ricordarmi una vecchia trasmissione di Bonolis, in cui dentro una corale baldoria venivano contrapposti bagnini di Rimini a femminielli di Napoli, a decidere quale dovesse essere la giusta sessualità umana.
In linea di principio non sono comunque in disaccordo, ma neppure d’accordo. Intendo. La letteratura è da sempre stata ricognizione degli interstizi del reale (e che piaccia o meno, di quella realtà ora fa parte anche il Covid-19) quanto prefigurazione di mondi alternativi, catabasi nello spazio infero della psiche, emersione del rimosso sociale. La letteratura è insomma tante cose, un termine che andrebbe sempre coniugato al plurale.
Un bravo scrittore italiano, Enrico Macioci, ad esempio ha scritto dei bellissimi racconti a partire da un evento ugualmente traumatico, il terremoto dell’Aquila, mentre Dave Eggers ha preso spunto dall’uragano Katrina. Chissà se anche allora c’è stato qualcuno a sollevare il dito indice per mettere in guardia dallo scrivere su terremoti e alluvioni…
Queste prese di posizione, schematiche e vagamente snob, finiscono così col ricordarmi una vecchia trasmissione di Bonolis, in cui dentro una corale baldoria venivano contrapposti bagnini di Rimini a femminielli di Napoli, a decidere quale dovesse essere la giusta sessualità umana.
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