
Ho finalmente compreso il motivo della mia subentrata
avversione per i no vax. Prima mi facevano semplicemente sorridere, come
si sorride, un po' forzatamente, a una barzelletta così così, quelle di
Berlusconi ad esempio, il Cavalier Bestetti che va al night club con la moglie.
Era insomma un atteggiamento estetico, perché estetiche, dunque ineffettuali,
erano le prese di posizione dei no vax, secondo quella forma propria delle
rappresentazioni semplificate e ingenue che prende il nome di kitsch. Sì, i no
vax erano in fondo solo delle macchiette kitsch, e potevano perfino essere rivalutati,
con lo snobismo che ci è proprio, come si fa con i film di Alvaro Vitali.
Da quando hanno cominciato a negare l'esistenza del
Covid-19, o a mettersi di traverso alla realizzazione di un vaccino che lo
contrasti, manomettere i ripetitori 5g, boicottare le app per il tracciamento
dei contagi (tutte cose che c'entrano come i cavoli a merenda con la sigla no
vax, per quanto vedo che sono sempre le stesse persone a proporre queste
iniziative, della serie quando sei scemo una volta sei scemo sempre...), anche
il mio sentimento è parallelamente mutato. Non sono infatti più solo gesti
estetici ma ora anche morali, o, più propriamente, immorali, già che attentano
al bene comune, alla salute oltre che alla bellezza.
Dal sorriso scodinzolante e sornione mi sono così
ritrovato al ringhio. Non dico sia l’atteggiamento giusto, ma l’estremità dei
tempi richiama comportamenti ugualmente estremi, prese di posizione chiare,
forti, come direbbe un mediocre politico in tivù. Almeno quando la mediazione
razionale si sia mostrata impossibile. Che non vi venga dunque in mente di
attraversare il cancello di quella cloaca che sono diventati i social network,
un ambiente ormai irrimediabilmente infetto, un focolaio, e nessun vaccino
potrà debellarvi da Facebook. Ma lì dovete restare. Attenzione, cane che morde!
Nessun commento:
Posta un commento