
E’ uguale uguale al sangue umano. Sulle stesse statali. O da balconi con piccoli ciuffi di basilico arricciato dal freddo, lasciarsi
andare con le palpebre chiuse, braccia spalancate. Il sangue come un dipinto di Jackson Pollok, esploso sul selciato.
Il sangue, davanti ai bar di Scampia, degli sparati,
gli accoltellati, i delittuosi saranno un giorno pentiti. Emofiliaci che spurgano sangue in lunghi tiepidi
fiotti dal naso. Lo ritrovi sul camice bianco del macellaio, quello verde del
chirurgo. Mi raccomando la bistecca, bene al sangue!
Un bambino è appena cascato dalla bicicletta gialla e blu. Lo osserva piangere il nonno. E' disperato, dalle lacrime non ci vede quasi più. Vieni, gli dice il vecchio allungando la
mano. Ti pulisco il sangue.
Il sangue. In inglese blood, tedesco blot, svedese
blod. Il sangue somiglia sempre al sangue.
Ho visto una donna lavare il sangue coagulato sull’asfalto rovente.
Acqua, Mocio, un solvente azzurro diluito nel secchiello. Stava sulla statale
dei Giovi, poco prima di Lentate. Era del figlio di mia sorella, mi sussurra tergendosi il sudore.
Tuo nipote? Mio nipote.
Sangue chiama sangue, recita un vecchio proverbio
italiano. Il vino fa buon sangue, suggerisce un altro.
Non è ancora adolescente. Si tocca all'improvviso i pantaloni chiari, con una
smorfia di sorpresa. Tutta la classe fissa la chiazza scura allagare lentamente tra le gambe. La
professoressa posa il libro di Omero, le cinge con un braccio le spalle e accompagna in bagno senza
dire una parola.
E’ il suo primo sangue. Altri ne verranno ancora.
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