
In genere le pietanze sono davvero buone, ma non
farebbe differenza se avessero messo lo zucchero al posto del sale, il pesce fosse stato guasto, l'arrosto bruciato: non cambierebbe nulla se quel
giorno avessimo partecipato a un clamoroso fiasco, intendo.
La mia è dunque una difesa a oltranza, o, ancora meglio, ad personam – quando la persona da difendere e celebrare sono ovviamente io, depositario di un prezioso segreto culinario a cui, per proprietà transitiva dell’amicizia maschile, il mio commensale viene ora iniziato.
La mia è dunque una difesa a oltranza, o, ancora meglio, ad personam – quando la persona da difendere e celebrare sono ovviamente io, depositario di un prezioso segreto culinario a cui, per proprietà transitiva dell’amicizia maschile, il mio commensale viene ora iniziato.
Diversamente, se l’amico viene invitato a casa e a cucinare è mia madre – ma sarebbe uguale qualsiasi altro parente: moglie, figli,
fidanzata – cambia decisamente la musica: “Massì, una cosina… Non sembra
anche a te che sia troppo cotto...? Glielo dico sempre (a quella) di usare l’olio
biologico… Mmm, io avrei aggiunto un po’ di noce moscata, tu no?”
Ma ora che ci penso, è ciò che faceva mio
nonno con mia nonna, e anche l’altro nonno, pure lui quante volte gli ho
sentito dire le stesse cose, e mio padre a ogni minestrone milanese, mio zio, mio cugino… Ora
che ci penso è ciò che fanno quasi tutti maschi che conosco.
Se dunque anche voi appartenete al genere maschile e vi
siete riconosciuti in questo quadretto gastronomico: fatevi una domanda e
datevi una risposta.
Nessun commento:
Posta un commento