I camerieri servono i pasti e le cene e credo anche le colazioni. Lo fanno con divise eleganti e pulite: camicia bianca, farfallino nero, pantalone nero e giubba bianca, più spesso. Ma a volte anche la giubba è nera. In questo caso si vede meno il sugo, è un attimo macchiarsi di sugo servendo la pasta col sugo.
Il sugo ha a che fare con i camerieri.
Quando si macchiano di sugo, i camerieri indossano nuove divise eleganti e pulite e bianche e nere e servono i pranzi e le cene e pure le colazioni, ma questo non è certo.
I camerieri servono anche alla letteratura, al teatro, al cinema e agli innamorati, a cui piace molto andare a ristorante. Di solito è l'uomo che propone il posto, dice conosco un ristorantino, chissà poi perché gli innamorati lo chiamano così...
Intanto, un po' mangiano un po' parlano e un po' gesticolano per sottolineare il senso di una frase, le dita chiuse a becco d'anatra per dire a me non mi fregano mica. Ma se sono molto innamorati, si tengono la mano in silenzio.
I camerieri a volte si innamorano.
Quando si innamorano, i camerieri indossano abiti eleganti e puliti – mai bianchi o neri, però – e portano le loro fidanzate in altri ristoranti, detti ristorantini. Altri camerieri li servono stando attenti a non macchiare nessuno di sugo. Ma metti caso che succede lo stesso, sono desolato, dicono, prima di spruzzare una polverina bianca.
Desolato desolato... desolato un cazzo! risponde il cliente se non è anche lui un cameriere. Altrimenti dice può succedere.
I camerieri, quando sono innamorati, serviti da altri camerieri senza desolazioni, possono tenere la mano alle loro fidanzate. Ma non sempre, se no non riescono a mangiare e a gesticolare mentre parlano. In questo caso significa che sono innamorati così così.
L'amore è una cosa che sta tra la bocca e le mani.
I camerieri possiedono dei salvadanai a forma di maiale oppure di altre forme, dove infilano i soldi per sposare le loro fidanzate. Se non sono fidanzati li usano per comprare un'Alfa Romeo o un ristorante o una pizzeria. Una volta spaccato il salvadanaio, assumono altri camerieri con altri salvadanai di svariate forme, ma più che altro a forma di maiale.
In genere questi posti sono sul mare e vengono chiamati ristorantini. Non si sa se ai camerieri piace il mare, ma io penso di sì.
I camerieri odiano il sugo.
I camerieri servono anche il vino rosso e quello bianco e gli amari e le grappe e a volte ne bevono un goccetto. Mio papà beve spesso un goccetto ma raramente ci porta a mangiare in un ristorante. Un ristorantino, lo corregge la mamma.
Io ordino maccheroni col sugo, guarda che poi ti macchi, no ci sto attento, e alla fine va a finire che mi macchio per davvero. Sono desolato provo a dire subito, ma mi arriva lo stesso un ceffone.
Mio papà fa il ragioniere e non lascia mai la mancia ai camerieri perché dice che tanto li pagano già fin troppo. Dopo avere pronunciato la frase, anche lui, chiude le dita a becco d'anatra. A me non mi fregano mica!
I camerieri di lavoro fanno i camerieri.
Se gli lasci la mancia, i camerieri ringraziano o sorridono o tutti e due. Mia mamma sorride poco, ride ancor meno e dice che mio papà beve troppa grappa. Io penso che lo dice perché gesticola troppo e non le tiene mai la mano quando mangiano. Anche quando non mangiano, in effetti.
Mia mamma prepara il sugo per i maccheroni, ci lava i vestiti quando ci macchiamo di sugo e, a volte, piange. Le lacrime hanno a che fare con le mamme, la grappa con i papà e i numeri con i ragionieri.
Il mare ha a che fare con i camerieri.
I camerieri servono anche le torte e i gelati e i budini e la panna cotta. Mio papà non può mangiare i dolci perché c’ha il diabete dentro al sangue, e forse dovrebbe anche bere meno grappa.
Io da grande farò il ragioniere come mio papà.
I camerieri servono.
Ciao Guido, credo diventerò un lettore assiduo del tuo blog. Questo testo dei camerieri proprio mi piace. I camerieri servono alla letteratura... Fantastica!
RispondiEliminaLu
Grazie Lu, le prime lettere con cui inizia la parola luce ma anche l'una. Poi magari ti chiami semplicemente Luca o Luana, ma lo prendo come buon auspicio 🙂
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