
È in ogni caso una questione delicatissima, che
chiama in gioco, più o meno esplicitamente, il tema maggiore della libertà di
scelta.
In questo caso il problema mi sembra però mal posto, e la stessa libertà io non vedo pregiudicata in quello che mi appare un grosso equivoco, un bisticcio concettuale tra temi contigui ma separati.
In questo caso il problema mi sembra però mal posto, e la stessa libertà io non vedo pregiudicata in quello che mi appare un grosso equivoco, un bisticcio concettuale tra temi contigui ma separati.
Per chiarirsi sarà
utile richiamare una delle più celebri definizioni di libertà, attribuita a
Martin Luther King: "la mia libertà finisce dove inizia la libertà degli
altri."
Oltre ai possibili per
quanto minimi (statisticamente) danni collaterali dei vaccini, a me sembra così
che la vera domanda diventi: il fatto che tuo figlio non sia vaccinato aumenta
il rischio che si ammali anche il mio?
Una domanda a cui gli
esperti pare abbiano già risposto con unanime assenso, spostando l'ago della
bilancia dalla libertà personale al rispetto della libertà collettiva, che se
guardata come somma algebrica (un individuo più un individuo più un altro
ancora… ) ci porta a riconoscergli un valore ben superiore alla libertà del singolo; nella fattispecie: libertà di non essere contagiati.
Una questione a cui
Martin Luther King, oltre cinquant'anni fa, aveva già dato soluzione: no,
quella non è libertà, ma arbitrio.
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