domenica 21 dicembre 2025

La mappa del tesoro (mi ricordo 73)

 


Mi ricordo dell'automobile del padre di una mia amica, era un'automobile scattante. Non so come mai l’avesse acquistata, non era un uomo attratto dall’ebbrezza della velocità – l’unica forma di ebbrezza a cui indulgeva era quella, mai eccessiva, di qualche Bitter Campari al Bar Piero – e ancor meno gli importava di vedersi accreditato uno status borghese.

Ho sempre guardato alla sua condizione come a una forma di fatalità: esistono le auto scattanti, e prendiamone una… Allo stesso modo delle malattie esantematiche che tanto vale farsi da bambino.

Abitando in centro, utilizzava di rado la sua nuova autovettura. Metteva un po' di tristezza vederla parcheggiata, sembrava uno di quei cani, fedelissimi, che aspettano il padrone dopo essere stati scaricati all'Autogrill. No so se fu questo il motivo, ma nei giorni più freddi dell’anno aveva offerto le chiavi a un senzatetto, il quale poteva dormire al suo interno disteso sotto a un paio di coperte di lana. Il senzatetto scoprì che se accendeva il motore (un bel concerto di pistoni si diffondeva ogni volta) poteva giovarsi del riscaldamento, e il giorno successivo il serbatoio era quasi sempre vuoto.

Poco male, il padre della mia amica faceva un rabbocco con la tanica della benzina, e poi raggiungeva il distributore più vicino. Andò avanti così un paio di inverni, fino a quando il senzatetto concluse che, già che c’era, poteva farsi un giretto, osservare la città da una prospettiva diversa e mutevole. Tanto il carburante si consumava anche da fermo, ed era davvero scattante quell'automobile.

Un comportamento che non turbò il proprietario, la cui fede socialista era a prova di rucola e Milano da bere. Non si era nemmeno sincerato se possedesse la patente. L’unica cosa che aveva richiesto era l’indicazione del luogo dove la vettura veniva lasciata dopo l'utilizzo. Attività che il senzatetto eseguiva con zelo: tutte le mattine, nella casella delle lettere del padre della mia amica, era presente un disegnino fatto a mano, con una crocetta rossa ben in vista. Ricordava la mappa del tesoro nei romanzi di pirati.

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