domenica 30 novembre 2025

Cavoli a merenda

 


Secondo me, la vera notizia nella pseudo notizia – pseudo perché priva di esemplarità, non perché falsa – sulla lista delle ragazze da stuprare scritta nei bagni del liceo romano Giulio Cesare, consiste proprio nel trarre una qualche indicazione di carattere generale dalla scritta in un cesso.

Ovviamente quella scritta è odiosa, ma se tutto ciò che viene scritto sulle piastrelle di un bagno dovesse possedere rilievo sociale e carattere di verità, dovremmo ricavare che anche ciò che viene dichiarato da anonimi avventori negli orinatoi degli Autogrill corrisponda a una tendenza diffusa nel Paese, affetto da macropenia. Farebbe insomma statistica lo scarabocchio di "Arturo, 27 cm di ardore, telefonami e non te ne pentirai". E invece, lo sappiamo bene, sono solamente i vaneggiamenti di qualche sciroccato, che non trova altro modo per dare forma alle proprie fantasie.

Certo, fantasticare di essere superdotati è ben diverso da una fantasia collettiva di stupro, ma l’eco giornalistica che viene data alla vanvera di uno o comunque di pochissimi – in un bagno scolastico non si entra in più di tre o quattro – in qualche modo l’alimenta. Bastava comunicare il fatto alle forze dell'ordine e chiuderla lì.

Quando un anonimo scemo viene premiato da notorietà, è invece probabile che lo rifaccia: non lo stupro, ma la sua dichiarazione d’intenti. Che con una presunta natura patriarcale della società italiana (è quanto ha affermato la dirigente dell’istituto, Paola Senesi) c’entra come i cavoli a merenda.

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