
Mi chiedo dunque quale
magnifica opera d'arte potrebbe diventare Facebook, il più grande pisciatoio di
parole del pianeta. Un esempio? Leggo oggi il seguente post, appartiene a un
mio contatto femminile:
"Devo scrivere un pezzo
sullo squirting. È tanto che non ne scrivo e mi accorgo che mi sembra di
ripetermi in una cosa noiosa, che tutti già dovrebbero conoscere e che le donne
dovrebbero già aver provato. Per sé stesse dico, non per sentirsi migliori in
termini di performance sessuale agli occhi del partner."
Onestamente mi lascia
indifferente, diciamo che l’argomento non mi appassiona, ma nemmeno infastidisce.
A ognuno la sua tazza di tè. Provo però a fare anch’io una diversione, e come
Duchamp lo immagino trasferito alle pagine de la Repubblica, a firma mettiamo
di Eugenio Scalfari. Con questa nuova provenienza rileggo da capo a voce alta, facendo
le pause, la voce roca del grande giornalista romano:
Devo scrivere un pezzo sullo
squirting. È tanto che non ne scrivo e mi accorgo che mi sembra di ripetermi in
una cosa noiosa, che tutti già dovrebbero conoscere e che le donne dovrebbero
già aver provato. Per sé stesse dico, non per sentirsi migliori in termini di
performance sessuale agli occhi del partner.
E a voi adesso continuare nel
gioco, abbiamo un universo intero, ettolitri ed ettolitri di tiepido piscio
verbale a cui cambiare attribuzione.
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