martedì 7 luglio 2026

El segna semper lu

 


Nella seconda metà degli anni Novanta il centravanti dell'Inter era Bruno Ganz. Non troppo alto, non troppo robusto, non troppo tecnico. Tutto lasciava prefigurare una carriera in Promozione, ad andar bene serie C. Eppure, se qualcuno faceva gol non era necessario guardare il tabellone. Tanto, a segnare, era sempre lui. El segna semper lu, tradotto in dialetto meneghino. Che diventò il suo affettuoso soprannome.

Mi torna in mente leggendo dell’imputazione a Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Lavitola, ex imprenditore, ex giornalista, ex editore, ex latitante, ex quasi tutto. Ora, se non sbaglio, gestisce una pescheria, che tra tutte le precedenti attività mi sembra la più nobile: pescivendolo.

I suoi trascorsi includono corruzione, truffa di fondi pubblici, compravendita di senatori, tentata estorsione ai vertici di Impregilo e, ciliegina sulla torta, tentata estorsione anche a Silvio Berlusconi, ripreso in incontri intimi con giovani donne, dallo stesso Lavitola organizzati (dunque pure ricottaro).

Ma al suo palmares criminale mancava un’imputazione per attentato con modalità mafiose e rischio di strage. Così ha forse rimediato – restiamo garantisti – come si dice in zona Cesarini. Lavitola: el segna semper lu.

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