Il sentimento che nutro verso le istituzioni è tiepidino, e così, pur biasimando le frasi pronunciate da Donald Trump su Giorgia Meloni, la mia solidarietà si limita a quella che potrei provare nei confronti di chi si veda superato in una coda. Ok, era il tuo turno alla cassa dell’Esselunga, mi dispiace. Ma che ci posso fare… venendo dopo di te non posso nemmeno cederti il posto.
Come italiano non mi sento perciò toccato, considerando il perimetro dell’umano più capiente e vero degli stati nazione. Ed è a quel livello che butto lì un paio di considerazioni. A me l’episodio ha ricordato alcune mie conoscenti femminili, ragazze carine e simpatiche – la memoria si perde nel tempo – che venivano corteggiate da ragazzi altrettanto simpatici e carini. Dio li fa e poi li accoppia, verrebbe da dire. E invece no.
Le mie conoscenti non sembravano infatti interessate, o per dirla terra terra: non se li filavano manco di pezza. Preferivano uscire con certi bulli che involtolavano il pacchetto delle Marlboro nella spallina della t-shirt, ogni tanto capitava di vederle in giro con un occhio nero. “Cosa ti è successo?” chiedevi subito. Loro abbozzavano, svicolavano. Ma tu insistevi: “È stato lui? A me puoi dirlo, dai...” E a quel punto, abbassando gli occhi, annuivano.
Ok, tutto bene quel che finisce bene; quasi bene, via. E comunque ora avranno lasciato lo stronzo. Macché, di nuovo no. La settimana successiva le incontravi in discoteca assieme al bullo.
Qualcuna, va detto, aveva la forza di tirarsi fuori, ma dopo pochi mesi la ritrovavi invischiata in una relazione che era la fotocopia della precedente. Non ho mai pensato – e dunque mi guardo bene dall’insinuarlo – che si fossero meritate gli sberloni, per quanto non facessero nulla per evitarli. Ed è impossibile aiutare chi non chiede aiuto.
Ecco, la relazione politica di Giorgia Meloni con Trump mi sembra iscriversi in questo eterno schema tossico. Cosa dirle dunque, oltre alle paludate dichiarazioni di sostegno. Qualcosa del tipo: “A Gio’, noi siamo qui. Quando vuoi che ti presentiamo un interlocutore politico simpatico e carino, non hai che da chiedere. Saremo felici di darti una mano.”
Ma ho il timore che, dopo Trump, Giorgia si andrà a pigliare un altro bullo; con Orbán ha già dato, ma c’è ancora in giro Ben-Gvir. Certi copioni sono duri a morire.
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