lunedì 10 agosto 2026

Carcerati

 


Nella società dello spettacolo era inevitabile che la meteorologia divenisse intrattenimento. Ne danno testimonianza i meteorologi che spopolano sul web, i più astuti hanno intuito il nesso e ostentano comportamenti circensi (penso al pur bravo Giuliacci), ma è lo stesso clima che ha su di noi l’effetto di una rappresentazione, meglio di uno show.

In fondo, siamo disposti a offrire una chance a qualsiasi filmetto in cui caschiamo facendo zapping. Dopo i primi dieci minuti - i dialoghi sono improbabili, gli attori cani, quanto alla trama: non pervenuta - cominciano gli sbadigli. Magari poi migliora, ci dice la persona con cui lo stiamo guardando stravaccati sul divano. E va be’, se proprio vuoi…

Ma dopo mezzora non è cambiato nulla: nessun colpo di scena, agnizione, anzi ora è anche peggio. Insistere sarebbe masochismo. Inoltre, la soglia di attenzione si è ridotta negli ultimi anni, se provassimo a rivedere un Carosello degli anni Settanta ci sembrerebbe lunghissimo.

Ecco, questa estate è come uno spot di diciotto ore diretto da Zeffirelli, con Gabriel Garko quale unico protagonista monologante: No, vi prego, basta!

Ok, ci dicono che mancano pochi giorni al termine della calura – una settimana per l’esattezza, dopo ferragosto arriveranno i fatidici temporali –, ma quel tempo sembra girare in slow motion. E così, come carcerati, incidiamo una crocetta sulla parete della cella, Meno sette, meno sei, meno cinque...

(Ps – Uscendo dal tono leggero di questo post, il caldo, nelle carceri italiane, è una faccenda seria, drammatica talvolta. In attesa che vengano messi fiori nei vostri cannoni, si potrebbe iniziare con l’installare condizionatori nelle nostre carceri. E nelle nostre RSA.)

Nessun commento:

Posta un commento