Ci sono gli amici e ci sono i nemici. Fin qui ci siamo. Ma poi c’è una particolare categoria di amici, possiamo chiamarli super-amici. Sono quelle persone che vogliono aiutarti a tutti i costi, salvarti da chissà quali immaginari pericoli, aiutare le vecchiette ad attraversare la strada. Esiste un’espressione che li definisce: essere più realisti del re.
Sui social è frequente imbattersi in nemici, più frequente se raffrontati alla realtà. Gente che interviene solo per attaccare, di solito lo fanno dandoti del voi: voi di sinistra, voi amici di Putin, voi vegetariani (o voi carnivori, è lo stesso), voi con il naso lungo etc. Per suonare la carica, quello solo sanno fare, hanno bisogno di una macrocategoria in cui incapsularti. Ma anche la frequenza dei super-amici risulta maggiore.
Liberarsi dai primi è tutto sommato semplice. Come nel gioco del calcio, prima si alza il cartellino rosso – occhio, non farlo più! – e poi parte il ban. Mentre gestire i super-amici è molto più difficile. Come comportarsi, ad esempio, con chi pensando di interpretare il tuo pensiero inizia a sproloquiare?
Tanto siamo amici è il sottotesto, anzi super-amici. E da qui si prendono la licenza di dire che Tizio è un cornuto (tu avevi pubblicato un commento in cui criticavi il pensiero di Tizio, mettiamo Salvini, dal super-amico di turno interpretato come l'abbrivio a una cazzuolata di merda) o che Tizia è una culona inchiavabile, non c’è limite allo Sturm und Drang denigratorio, all’uso contundente e rozzo della lingua. A ben vedere il super-amico condivide la forma mentis del nemico, ma a polarità invertite.
In questo caso che fai: li banni o gli lisci il pelo,
magari per avere un like in più?
In fondo pensano di darti ragione, alzano solo l'asticella della sfida. All’inizio ribattevo, puntualizzavo, marcavo le
distanze. Ma insistevano, se i social fossero un fumetto si potrebbe vedere una
nuvoletta uscire dalla loro testa. “Non preoccuparti super-amico mio”, sta
scritto al suo interno, “lo so che la pensiamo allo stesso modo, ma tu non puoi dirlo papale papale. Lascia
fare a me il lavoro sporco.” E giù con gli insulti, gli aggettivi svalutativi, ho visto arrivare alle bestemmie.
Solo col tempo ho imparato che il silenzio è la
migliore difesa. Il super-amico è piuttosto volubile, e nel giro di pochi post
– ai cui commenti non bisogna rispondere, mi raccomando! – scomparirà
magicamente, per ricomparire ancora più ringhiante su un'altra bacheca. È come
con la Peppa Tencia, prima o poi qualcuno a cui rifilare il super-amico si
trova sempre.

Nessun commento:
Posta un commento