sabato 20 giugno 2026

Il perturbante

Il tema del giorno è il linciaggio social di Michele Mari. Come tutti i linciaggi, fa naturalmente schifo. La circostanza (che mi rifiuto di riportare in quanto riporto da infiniti riporti) aggiunge però un incremento di schifezza, proporzionale alla sua vaghezza. Mari avrà davvero detto quella brutta cosa che gli viene attribuita… e poi attribuita da chi… quale gallo ha cantato, ma in forma di coccodè piuttosto che di chicchirichì...

È come se fosse mancata ai social carne fresca di giornata, carne su cui avventarsi e fare a brandelli, e ci si fosse così buttati sulla Simmenthal. La premessa sta in un quotidiano (la Repubblica) che ha sbirciato in un bagno privato dove qualcuno ha pisciato fuori dalla tazza, trasformando l'intravisto in orinatoio nazionale. Ammesso, e non concesso, che qualcuno davvero abbia pisciato fuori dalla tazza, e sul pulmino che conduceva i candidati al Premio Strega sia avvenuto qualcosa di scabroso.

Tocca però aggiungere che nel frattempo sono arrivate le scuse di Michele Mari, e quindi qualche goccia di urina deve essere cascata in terra. Così delle due una:

1) tirate fuori ogni cosa e si compia il rito consueto, dove i Buoni – e sto parlando naturalmente di coloro che si sentono tali – divorano i Cattivi. Non devi nemmeno mangiare tutto, basta azzannare un orecchio e intanto fare un selfie;

2) non dite nulla, acqua in bocca, labbra cucite, carota nel culo, scegliete voi la metafora che più vi aggrada. A me piace quella del Club Silencio di David Lynch.

La versione attuale, dove a rivendicare la parola è l'eterno cugino degli italiani – "l'ha detto mio cugino" –, è ciò che Aristotele chiamerebbe il terzo escluso. Ma l’escluso è per definizione il perturbante, e non stupisce che i like abbocchino in massa al suo amo.

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