giovedì 4 giugno 2026

Crepacuore

 


Marjane Satrapi, l’autrice iraniana della meravigliosa graphic novel Persepolis, è morta oggi. La causa del decesso viene imputata dalla famiglia alla tristezza, o più precisamente: a crepacuore.

Crepacuore… era da tempo che non leggevo questo termine, ormai confinato ai romanzi dell’Ottocento. Crepacuore. Una piccola crepa che si incide nel cuore – nel caso di Satrapi ha coinciso con la prematura perdita del marito, morto l’8 aprile del 2025 a 53 anni. Satrapi ne avrebbe invece compiuti 57 il 22 novembre –, una crepa che piano piano si allarga fino a spaccare il cuore.

Cantava Massimo Bubola in una canzone di qualche anno fa: “Spezzacuori hai già deciso, col tuo ultimo sorriso, vuoi vedermi andare giù.”

Nell’epoca in cui si insegna a superare ogni ostacolo, a migliorarsi, vincere, sopravvivere a tutto, insieme allo strazio per la perdita si accompagna così qualcosa di dolce, quasi pedagogico. Ci sembra di vederla mentre si lascia andare giù…

Dopo averci raccontato il mondo nella prospettiva schietta e vera di una bimba, con i bianchi che sono bianchi e i neri tutti neri (il grigio dei compromessi è faccenda da adulti), Marjane Satrapi consegna il suo ultimo racconto per immagini. Alla pagina conclusiva ci sussurra che la vita non è un valore in sé, ma il suo senso è relazionale, transitivo prima ancora che transitorio. E come ogni buon romanzo, anche ogni buona vita termina quando perde il suo lettore speciale.

Riposa in pace, bambina persiana dal cuore spezzato.

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