C’è uno spettro che si aggira per gli studi degli osteopati, nelle palestre dove si pratica yoga, tra chi tutte le sere accende un incenso sul comodino e poi comincia a meditare, come faccio io. Quello spettro non è muto alla maniera di altri spettri, che si limitano a dare una spintarella alle tazzine sulle mensole, o a produrre bagliori notturni, rumore di ferraglia: è uno spettro che parla, o più propriamente sussurra. Ti si avvicina a un orecchio e dice: “Non giudicare!”
In fondo è quanto ci ammonisce a fare anche Gesù – “Non
giudicate, per non essere giudicati” (Matteo 7, 1-5) – e se lo dice Gesù e poi il tuo osteopata, magari lo spettro c’ha pure ragione. Se non fosse che, negli ultimi decenni, è passata un’interpretazione teologica un po’ bizzarra, potremmo riformulare il non giudizio con fatti i cazzi i tuoi.
Il 7 ottobre un commando di Hamas penetra in Israele, quindi stermina o rapisce centinaia di giovani che stavano partecipando a un rave party. Fatti i cazzi i tuoi, meglio ancora se non guardi la televisione, fa vedere solo cose brutte. Israele reagisce in modo indiscriminato, uccidendo, a oggi, oltre 75.000 civili nella striscia di Gaza, di cui 21.000 erano bambini. Continua a farti i cazzi tuoi, non ti avevo detto di sostituire la televisione con un tappetino per gli asana?
Alla fine mi sono convinto che ciò che i vangeli e le tradizioni asiatiche chiamano giudizio sia, in realtà, il pre-giudizio. Non avere una mente pregiudicata viene a ragione considerata una virtù, Heidegger chiama i pregiudizi si dice: si dice che i neri abbiano la musica nel sangue; si dice che giocare a basket fa diventare alti; si dice che le carote fanno bene agli occhi: hai mai visto un coniglio con gli occhiali? Si dice, anche, che un uomo dovrebbe amare una donna e una donna un uomo, e dunque due persone dello stesso sesso che si amano vanno mica tanto bene.
Nell'ultimo esempio, oltre a un pregiudizio, abbiamo un'accusa: l'omosessualità è male viene implicitamente detto, ma male verso chi? Perché ci sia un'accusa devono esserci una vittima e un colpevole, o, se vogliamo assumere un registro da Grand Guignol, un carnefice. Peccato che l'amore e il suo sbocco fisico nel sesso (non lo stupro) siano la cosa più consensuale che esista; nessuna vittima, nessun carnefice. Fatti i cazzi tuoi va in questo caso benissimo.
Su quella variante del giudizio che è l'accusa si dovrebbe essere cauti, e magari davvero evitarla. Anche nei casi di colpe reali – mettiamo la pedofilia, dove chi abusa è spesso stato abusato in gioventù – che è necessario sanzionare penalmente, giudicando il fatto, ma non la persona, da riconsegnare al mistero umano più fitto. A meno di non ricascare di nuovo nel pregiudizio.
Il pregiudizio si mostra così come un giudizio tra
gli altri; solo non lo produci tu ma è già avvenuto a monte, prendilo, dai, non essere timido... Ci pensa il tuo osteopata, con aria ispirata da guru, a pensare per te, e ti invita a non giudicare. O detta in altre parole: il pregiudizio non è frutto di un processo
valutativo, ma viene ritirato cotto e servito al takeaway del mondo.
Al contrario, il giudizio autentico, ma meglio ancora
sarebbe usare il termine opinione, che contiene una sfumatura più
personale e scevra da moralismi, ciò che gli anglosassoni definiscono my two cents, l’opinione è
un giudizio che prima di manifestarsi deve attraversare tre momenti distinti. In
filosofia e nella pedagogia moderna corrispondono a: 1)
analisi; 2) ricomposizione; 3) sintesi.
All’opinione, o giudizio autentico, dovrebbe però seguire
l’azione, il quarto momento che chiude il cerchio. Lo stallo politico
e civile dell’Occidente non sarà allora una forma di scissione? Le parole, scivolando sulle cose senza giudicarle, non vi aderiscono più, e perciò non sono in grado di cambiarle. Al loro posto un deficit, un’assenza di pensiero critico (ecco un altro termine utile a
distinguere giudizio da pregiudizio) che porta all’inibizione dell’azione
riparatrice: sia nella vita personale, sia in quella collettiva.
Anche l'invito al non giudizio va giudicato, per smascherarne infine lo sfondo ideologico, e restituire allo spettro il suo inutile diktat. Ma per non cascare nell'eccesso opposto costituito dalla sentenziosità – e questo fa schifo, e quell’altro è scemo, adesso gliela faccio vedere io, e poi giù a insultare qualcuno su un social – suggerisco una ritraduzione del testo evangelico: non pregiudicate, se non volete essere pregiudicati.
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