Innanzitutto auguro ad Alessandro Di Battista di riprendersi presto. Da quando è stato male, vedo che i commenti dei No Vax sono tornati a imbrattare le pareti del web. Pensavo che quella stagione fosse definitivamente conclusa, come quando in una serie tivù viene a mancare il protagonista. Io stesso, a suo tempo favorevole alla vaccinazione (non obbligatoria, però), ho rivisto molti dei miei fervori da tifoso, concludendo che alla fine si trattava di un farmaco come un altro; e cioè, stando all’etimologia greca del termine, un po’ veleno e un po’ cura. L’unica differenza è che erano stati tagliati i tempi della sperimentazione, e dunque presentava rischi maggiori, in rari casi anche gravi. Oltre a funzionare così così... Ma non è questo di cui voglio parlare.
Ci sono situazioni, perlopiù legate a eventi
emotivamente carichi, in cui la psiche regredisce a stadi infantili, con la
contrapposizione buono\cattivo a fargli da modello. E insieme al senso della
complessità – i problemi complessi hanno sempre una soluzione semplice,
sentenziava dalla cattedra il mio professore di Psicologia Generale.
Aggiungendo dopo una pausa: Una soluzione semplice che perlopiù è sbagliata –
ad andare perduto è il senso del ridicolo, che sempre dovrebbe frenare le
nostre affermazioni più incaute.
Ciò che non è avvenuto è stato il compattarsi in
fazioni distinte tra scemi e non scemi: tutti gli scemi in circolazione si
sbracciavano, indifferentemente, per raggiungere la boa di una polarità oppure
dell’altra, forse perché si sentivano risucchiati dalle profondità degli abissi
(abissi di paura non meno che di rabbia, rancore). E tocca riconoscere che
perfino i virologi, nella circostanza, non hanno offerto il meglio di sé,
sfilando nei programmi televisivi colmi di una boria da primi della classe.
Ma dopo cinque anni, dico: cinque anni. Quanto odio e
stupidità si deve avere accumulato per scagliarsi ancora contro Di Battista,
rimproverandogli di avere sostenuto la campagna vaccinale. Nel frattempo sono
state male – e purtroppo anche morte – sia persone a suo tempo vaccinate, sia
persone che, legittimamente, hanno rifiutato il vaccino. Alessandro Meluzzi ad
esempio, il quale si era speso con vigore contro i vaccini anti Covid.
Con la differenza che a nessuno è venuto in mente di
dire che Meluzzi è stato male perché non si è vaccinato. In questa gara tra
contrapposte imbecillità, i No Vax o, più propriamente, alcuni di essi, segnano
così un punto a loro favore, riguadagnando lo scettro di più scemi del
villaggio. Invece di preoccuparsi delle condizioni di Di Battista, gongolano.
Aggiungendo, nemmeno in forma allusiva, avete visto, avete visto, cosa succede a
vaccinarsi... E non per tornare a buoni\cattivi, guelfi\ghibellini, Milan\Inter,
ma in questo caso è necessario essere altrettanto espliciti: vergogna!
(PS - Il mio professore di Psicologia Generale, Bruno Bara, stava citando Henry Louis Mencken: "Per ogni problema complesso c'è una soluzione semplice, ed è sbagliata." Ma era sufficientemente furbo da tenere il riferimento per sé, così guadagnando in carisma e sintomatico mistero.)

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