mercoledì 12 agosto 2026

Prossemica

Che bello, per una volta, avere le idee chiare, anzi chiarissime. Non si caccia una persona da un concerto perché la pensa diversamente da noi. In questo ha perfettamente ragione Dori Ghezzi, riferendosi alla contestazione nei confronti di Salvini da parte di una ragazza, presenti entrambi al concerto di Diodato in commemorazione di Fabrizio De Andrè, che si è svolto nella tenuta dell’Agnata creata in Gallura dal cantautore genovese; la polemica è stata poi rilanciata dalla nipote di De Andrè.

Ma se quella persona manifesta valori e comportamenti agli antipodi dei nostri, e soprattutto dal commemorato, non ci si siede nemmeno accanto, come ha sempre fatto Dori Ghezzi. Si chiama prossemica, ed è l'arte di abitare gli spazi, e le relazioni qui configurate, che gli attori conoscono bene. Per comprenderla è sufficiente la battuta di un vecchio film di Nanni Moretti: “Mi si nota di più se vengo e poi sto in disparte, o se non vengo proprio alla festa?”

Ogni minima variazione del corpo, specie in un contesto pubblico, rappresenta dunque un segno. E il segno che ha inviato Dori Ghezzi con il suo corpo mi sembra inequivocabile, per quanto le sue parole raccontino ora un'altra storia. E anche questa è materia conosciuta, gli psicologi lo chiamano doppio legame, ed equivale a fare una cosa e a dirne un’altra. Ma l'indicazione fisica sopravanza di gran lunga quella verbale. Da ciò le contestazioni, che appaiono forse eccessive ma non certo pretestuose.

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