In un suo reportage dagli Stati Uniti, Italo Calvino scriveva che i giovani della controcultura non contestavano l'economia americana, che pur senza fervore ideologico Calvino vedeva legata allo sfruttamento capitalistico, ma le forme di godimento dei padri. Potremmo anche ritradurlo con la qualità, e non la quantità, del consumo, da cui il termine consumismo. La differenza tra le generazioni si giocava dunque sul piano simbolico, non delle politiche economiche e sociali. Bastava sostituire le Cadillac rosa e le scarpe lucidate degli assicuratori, e convertirle in motociclette chopper, camicie a fiori, dischi jazz, tavole da surf, marijuana. Non a caso veniva chiamata società affluente, come se le bottiglie di latte affluissero sospinte da una forza naturale alle villette a schiera del New Jersey, ad attenderle lo zerbino in fibra di cocco con la scritta welcome. Allo stesso modo affluivano i dollari fin dentro le tasche, comprese quelle dei jeans sfrangiati dei contestatori del Sistema. O perlomeno così veniva creduto.
Erano gli anni Sessanta, ma le considerazioni di Calvino possono essere applicate, senza nulla perdere in acutezza, all’attuale diffusione delle istanze del woke, e in particolare all'identitarismo di genere e trans gender. A ben vedere è anche quello una forma di godimento simbolico: piacere umano del riconoscimento di sé, che porta all’affermazione pubblica della differenza di cui ci si sente portatori. Richiesta legittima, sia chiaro, oltre a essere una disposizione elementare di rispetto, perciò materia politica a tutti gli effetti. Pensiamo a Fantozzi, e chiediamoci: come ci saremmo sentiti nell'essere chiamati Fantocci? A venire disconosciute continuano però a essere le dinamiche economiche soggiacenti. Così permane una percezione logora di affluenza, che porta a benedire, almeno a sinistra, le penne di struzzo da indossare su un carrozzone del Gay Pride. Ma da dove provengono i soldi per il noleggio del carrozzone – non dico sia stato rubato –, e al povero struzzo è poi stato messo un cerotto, dopo avergli strappato le penne dal sedere?

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