giovedì 29 ottobre 2026

Regole di ingaggio, o per un social galateo

 


Le regole di ingaggio sono note. Quando incontri al supermarket una giovane donna che conosci, è assieme al figlio in età prescolare, si dischiudono diversi scenari. Prendiamo in esame i due estremi opposti.

Situazione 1: l’infante è bellissimo, simpaticissimo, intelligentissimo e vari altri superlativi, tutti riferiti a virtù. Se fosse una canzone di Lucio Dalla, per gli amici del porto sarebbe Gesù Bambino.

Situazione 2: l’infante è bruttarello, a cinque anni già soffre di alopecia e gomito della lavandaia, antipatico e tonto come pochi.

Cosa fare?

Situazione 1: subito dopo avere salutato la madre, profondersi in complimenti al figlio, che di sua sponte interverrà citando passi da Sein und Zeit di Heidegger in lingua originale, vi parlerà del significato delle Sefirot nella Qabbalah ebraica e delle aperture scacchistiche di Bobby Fischer. E se vede che nel vostro carrello ci stanno le Girelle Motta, vi spiegherà il rischio dei grassi saturi per il sistema cardiovascolare.

Situazione 2: subito dopo avere salutato la madre, dare un piccolo buffetto al mostriciattolo, il quale cercherà di mordervi la mano ma voi sarete più lesti nel ritrarla. Da quel momento, potrete parlare di qualsiasi argomento con la donna, evitando tassativamente i temi figlio, figli, demografia e altri remoti correlati alla minuscola carogna.

Non è difficile, dai. Potreste avere un leggero cedimento – a cui mi raccomando dovrete resistere, non lasciate partire un ceffone – quando la carognetta di cui sopra inizierà a strillare: “Mamma, andiamo via, il vecchiaccio qui mi sta sul cazzo, puzza di brodo e insalata bollita. Voglio la Nutella e la Fanta grande.”

Bene, i social funzionano allo stesso modo. Quando leggete un post che vi appare molto bello: ditelo, perbacco! Non lesinate su complimenti e cuoricini, elogiate l'autore, ma come sei bravo, trascurando eventuali distinguo. La prospettiva deve sempre essere convergente, con puntuali ma non insistiti tocchi che sfiorano l’adulazione (altrimenti rischiate di apparire poco credibili), come fa l’intelligenza artificiale quando la interrogate.

Ma di nuovo, esiste una situazione 2. Non siete d’accordo con quel che leggete, e con garbo, nei commenti, provate ad articolare il vostro punto di vista dissonante. Errore, grandissimo ERRORE!

Eh sì che lo sapevo, eppure l’ho commesso giusto ieri. Si parlava, in questo post che ho commentato, del rischio di islamizzazione del PD, con tanto di burqa per Rosy Bindi – e qui i più bastardi potrebbero convenire – e infibulazione da infliggere alle tesserate; infibulazione che, per inciso, con i precetti coranici c’entra come i cavoli a merenda.

Comunque poco importa lo scenario distopico prefigurato, poco importa l’oggetto del contendere, poco importa, perfino, chi la spara più grossa. Alla fine si tratta sempre dei figli degli altri, e per definizione ogni scarafone è bello a mamma sua. I commenti disallineati sono una lesa maternità.

Perciò non stupitevi, io vi ho avvertito, se l’interlocutore a un certo punto passerà dal tu al voi (voi islamocomunisti, voi radical kitsch, voi pescatori a mosca cieca... qualsiasi attributo è segno che siete appena stati arruolati nell’esercito indifferenziato dei nemici), per apostrofarvi con parole liquidatorie.

E sarà davvero la fine dei giochi, tornatene sulla tua bacheca, il sotto testo, a casa mia comando io, nei casi peggiori scatta la tagliola del ban. E avrà ragione lui, o lei. Perché si stava parlando della sua creatura. E o dici che è meravigliosa, o chiudi il becco e conti fino a dieci.

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