Le regole di ingaggio sono note. Quando incontri al supermarket una giovane donna che conosci, è assieme al figlio in età prescolare, si dischiudono diversi scenari. Prendiamo in esame i due estremi opposti.
Situazione 1: l’infante è bellissimo, simpaticissimo,
intelligentissimo e vari altri superlativi, tutti riferiti a virtù. Se fosse
una canzone di Lucio Dalla, per gli amici del porto sarebbe Gesù Bambino.
Situazione 2: l’infante è bruttarello, a cinque anni
già soffre di alopecia e gomito della lavandaia, antipatico e tonto come pochi.
Cosa fare?
Situazione 1: subito dopo avere salutato la madre,
profondersi in complimenti al figlio, che di sua sponte interverrà citando
passi da Sein und Zeit di Heidegger in lingua originale, vi parlerà del
significato delle Sefirot nella Qabbalah ebraica e delle aperture scacchistiche
di Bobby Fischer. E se vede che nel vostro carrello ci stanno le Girelle Motta,
vi spiegherà il rischio dei grassi saturi per il sistema cardiovascolare.
Situazione 2: subito dopo avere salutato la madre,
dare un piccolo buffetto al mostriciattolo, il quale cercherà di mordervi la
mano ma voi sarete più lesti nel ritrarla. Da quel momento, potrete parlare di
qualsiasi argomento con la donna, evitando tassativamente i temi figlio, figli,
demografia e altri remoti correlati alla minuscola carogna.
Non è difficile, dai. Potreste avere un leggero
cedimento – a cui mi raccomando dovrete resistere, non lasciate partire un
ceffone – quando la carognetta di cui sopra inizierà a strillare: “Mamma,
andiamo via, il vecchiaccio qui mi sta sul cazzo, puzza di brodo e insalata
bollita. Voglio la Nutella e la Fanta grande.”
Bene, i social funzionano allo stesso modo. Quando leggete un post che vi appare molto bello: ditelo, perbacco! Non lesinate su complimenti e cuoricini, elogiate l'autore, ma come sei bravo, trascurando eventuali distinguo. La prospettiva deve sempre essere convergente, con puntuali ma non insistiti tocchi che sfiorano l’adulazione (altrimenti rischiate di apparire poco credibili), come fa l’intelligenza artificiale quando la interrogate.
Ma di nuovo, esiste una situazione 2. Non siete
d’accordo con quel che leggete, e con garbo, nei commenti, provate ad
articolare il vostro punto di vista dissonante. Errore, grandissimo ERRORE!
Eh sì che lo sapevo, eppure l’ho commesso giusto ieri.
Si parlava, in questo post che ho commentato, del rischio di islamizzazione del
PD, con tanto di burqa per Rosy Bindi – e qui i più bastardi potrebbero
convenire – e infibulazione da infliggere alle tesserate; infibulazione che,
per inciso, con i precetti coranici c’entra come i cavoli a merenda.
Comunque poco importa lo scenario distopico
prefigurato, poco importa l’oggetto del contendere, poco importa, perfino, chi
la spara più grossa. Alla fine si tratta sempre dei figli degli altri, e per
definizione ogni scarafone è bello a mamma sua. I commenti disallineati sono
una lesa maternità.
Perciò non stupitevi, io vi ho avvertito, se
l’interlocutore a un certo punto passerà dal tu al voi (voi islamocomunisti, voi radical kitsch, voi pescatori a mosca cieca... qualsiasi attributo è segno che siete appena
stati arruolati nell’esercito indifferenziato dei nemici), per apostrofarvi con
parole liquidatorie.
E sarà davvero la fine dei giochi, tornatene sulla tua
bacheca, il sotto testo, a casa mia comando io, nei casi peggiori scatta la
tagliola del ban. E avrà ragione lui, o lei. Perché si stava parlando della sua
creatura. E o dici che è meravigliosa, o chiudi il becco e conti fino a dieci.

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