martedì 22 settembre 2026

Monsieur de Lapalisse

Sulla soporifera polemica sortita dalla sparata di Tajani su gonne lunghe/gonne corte, si è già detto tutto. Rimane il paratesto; nella circostanza coincide con un personaggio di Quelli della notte, il trombettista Massimo Catalano. Interpellato da Renzo Arbore su qualsiasi argomento, Catalano rispondeva, serafico, con delle assolute ovvietà. Ad esempio: tra una pietanza deliziosa benché priva di grassi saturi, è offerta da un caro amico che ti ha invitato a cena nella sua villa con piscina, dalla terrazza si scorge il sole tramontare tra le braccia del golfo del Tigullio, e una schifezza tossica costata un patrimonio in una fetida bettola (dove, per giunta, ti hanno assegnato il tavolo vicino alla porta del cesso), meglio la prima opzione.

Tajani intendeva dire qualcosa di simile, ma, per pruderie, si è censurato, e ha provato a figurarlo con una metafora, che gli è venuta pure male: non è detto che fedifraga sia la donna con la gonna più corta, in amore non esistono garanzie formali. Bastava farglielo notare e poi dargli una carezza, come a uno zio un po’ grullo: “Hai ragione zio, meglio sposare una donna giovane e bella e buona e intelligente e fedele, che una vecchia e racchia e stronza e scema che ti riempie di corna. Adesso però facciamoci una partita a rubamazzetto. E non infervorarti, se no ti sale la pressione.”

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