Mi è venuto in mente un motto malizioso riferito all'Aprica, località di villeggiatura alpina a cavallo tra la provincia di Sondrio e quella di Brescia. Fa molto ridere mio cugino Paolo che lo ripete spesso. Ne è venuto a conoscenza grazie a me, ed è così diventato una sorta di lessico famgliare, come quelli (assai più forbiti) della famiglia Ginzburg. Il motto è il seguente:
All’Aprica si mangia si beve e si lecca… la neve.
Suona bene, oltre a essere effettivamente buffo, perché è un doppio settenario, e cioè un alessandrino italiano. Ma potrebbe essere convertito in endecasillabo mono verso, con titolo Aprica: Si mangia, beve e si lecca… la neve.
Comporre degli endecasillabi a partire dal nome dei paesi potrebbe essere un ottimo esercizio in un laboratorio di poesia. Io ne ho buttati giù alcuni, ispirandomi a località dalle mie parti. Se vi va, provateci anche voi. È un giochino divertente e inesauribile.
Regoledo:
Di rado, la gente va a Regoledo
Primolo: Primogenitolo di Biancaneve
Torchione:
Chi sta sotto, al Torchione, ha un po’ il magone
Rasura: Patria di barbieri, il pelo ne ha paura
Tornadù:
Qui meglio non dire ciao, ma cucù
Colorina:
I film in bianco e nero: alla berlina!
Triangia:
Chi piange – pochi – e chi si fa la frangia
Scarpatetti:
Per gli amanti dei piedi e dei soffitti
Busteggia:
A pioggia, cascan rime su Busteggia
Grosotto:
Se ne fanno vanto, ma sotto sotto…
Grosio: Vengono dipinte icone di Brosio
Buglio:
Col bene che ti voglio, ma anche no
Lanzada:
Gli alieni vi pasteggiano a Taneda
Cosio
Valtellino: Disse Ino a Osio: "Lo facciamo un paesino?"
Trepalle: Come sparare sulla Croce Rossa
Poggiridenti:
Cazzo ridi? Vuoi un pugno sui denti
Tresivio:
A uno brillo apparve in sogno Piersilvio
Caiolo: Uno scoiattolo che ha sbagliato accento
Mossini: La mossa di una vaiassa per bambini
Polaggia:
Mannaggia, già l’ho detto per Busteggia
E così via…
(La foto dell’Aprica in inverno serve a rinfrescare
un po’)

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