Quando un uomo muore arriva un altro uomo
a cambiare l'etichetta del citofono,
scade il suo Bancomat ma non la carta punti,
il supermarket continua a segnarli
sulla tessera dell’uomo morto:
Ovomaltina, salmone, zucchine,
totale trentasette punti.
Trascorsi pochi mesi, i figli
li riscattano avendo una terrina
decorata con l’immagine della Pimpa.
Volete un accendino, un braccialetto?
domanda un nero nel piazzale.
Non ci interessa, grazie, abbiamo già tutto.
Quando un uomo muore l’orologio
(purché non sia placato in oro)
passa al nipote più bravo a scuola,
i maglioni vengono donati alla Caritas
e le mutande rimangono nei cassetti;
ma poi vengono buttate
assieme all'etichetta del citofono.
Cosa ne facciamo del cane?
È un cagnetto fulvo, meticcio,
ha smesso di mangiare e si fa magro magro.
Un tempo si ingozzava di crocchette
e al suono del citofono abbaiava,
difendeva il territorio dai ladri,
dalla sventura, dal male.
Quando un uomo muore
se qualcuno prova a citofonare
risponde una voce di donna
e dice in una lingua diversa e ostile:
No me importa, gracias, ya tenemos todo.
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