"Non faccio proclami sul palco, imbarazzo per chi lo fa." Pare che a pronunciare questa frase sia stato Francesco De Gregori, con ciò subentrando nei social-linciaggi alle parole di Erri De Luca su Gaza, dove a suo dire non sarebbe in corso un genocidio.
La prima parte del messaggio è totalmente condivisibile – De Gregori è libero di fare quel che gli pare –, mentre la seconda, esplicitamente polemica verso Bruce Springsteen e le sue critiche verso Trump, molto meno.
Il sottotesto diventa infatti: l'artista dovrebbe essere disimpegnato; o, tutt’al più e come ha sempre fatto il cantautore romano con merito, comunicare attraverso i testi delle proprie canzoni.
In sintesi: se canti canta, lo sanno fare benissimo gli uccelli, non hai doveri morali per conto terzi. Pensiero di De Gregori. Ma è vero anche l'opposto, l’usignolo (e a maggiore ragione l'artista) non ha nemmeno non-doveri morali che gli impongono di farsi i cazzi propri; becco chiuso, dopo il cinguettio, e via andare. Ed è questo invece il pensiero di Bruce Springsteen.
Certo, Springsteen non è un esperto di geopolitica, non è un esperto di quasi niente (“only an expert can deal with the problem” cantava Laurie Anderson, un’altra che su Trump non le manda a dire) a parte nascere per correre, born to run. Ma la sua inesperienza gode comunque di un enorme credito di ascolto, le parole da lui pronunciate pesano più di quelle bofonchiate al Bar Piero.
Con il credito della propria inesperienza Springsteen ha così deciso di farci qualcosa, o perlomeno di provarci, qualcosa che a lui appare utile e urgente per tutti. Francesco De Gregori no, ed entrambi possiedono ottime e legittime ragioni nel compiere la loro scelta.
De Gregori però aggiunge quell’elemento di imbarazzo, e cioè di critica, nei confronti della scelta opposta. Ed è qui che sbaglia, come ovviamente sbagliano anche tutti quelli che in questo momento lo stanno insultando. Ed è davvero triste assistere alla replica del processo proletario – i like hanno preso il posto dei pugni alzati – a cui il Principe fu sottoposto al Palalido il 2 aprile del 1976, lo stesso giorno in cui nasceva Laura Freddi.

Nessun commento:
Posta un commento